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Amidou il talibé

Pubblicato da Federico Nellen il

“Sono riuscito ad ottenere la patente di guida, il mio sogno e di diventare l’autista de Centro, così potrò andare io a prendere i Talibé nelle Daara”

Amidou era un Talibé, in una Daara, una costruzione mezzo diroccata, senza imposte e senza una latrina e dormiva ammassato con altri come lui, sulla sabbia.

Ce lo aveva portato un Marabut, da un villaggio distante oltre 800 km dal nostro territorio, a cui ogni giorno doveva consegnare almeno 500 cfa, elemosinando sulla strada, altrimenti veniva malmenato.

Noi lo andavamo a prendere con gli altri Talibé e lo portavamo al Centro “Giovanni Quadroni” dove si poteva fare una doccia e i volontari cercavano di tenere insieme gli abiti sbrandellati che portava fino a quando glieli cambiavamo con quelli che giungevano dall’Italia, portati appunto dai volontari che con continuità si alternavano.

I talibé si vestono con i vestiti puliti

Se occorreva lo medicavamo e gli fornivamo come agli altri (oltre un centinaio) un pasto.

Il nostro bravissimo educatore Baba si recava nella Daara ad insegnare il francese, lui, che come quasi tutti in questo territorio, è di etnia peul. Lui ha imparato in fretta ad apprendere il francese, aveva una gran voglia di imparare. Al Centro seguiva i corsi di informatica impartiti da Laura e imparò anche a scrivere.

Severino Proserpio al centro Giovanni quadroni insieme ai bambini del villaggio

Poi raggiunta la maggiore età e terminato il suo ciclo di apprendimento del corano (in lingua araba) e delle regole di vita islamiche, poteva ritornare a casa, nel villaggio da cui proveniva. Ci provò, ma scoprì che la sua famiglia, non esisteva più. Il padre aveva ripudiato la mamma, che a sua volta si era accasata con un altro uomo, che lo rifiutava. Così tornò nel nostro territorio dove in un villaggio, poco lontano da noi, mise a frutto in pochi risparmi accumulati nel corso della sua vita da Talibé. Come?

Quanto otteneva più delle 500 cfa giornaliere da consegnare al marabut, le affidava a una boutique (negozio alimentare) che glieli conservava (i Talibé la chiamano “boutique amica”) e con quel gruzzoletto accumulato negli anni Amidou ne prese in affitto una, sviluppando una sua attività commerciale.

Pochi giorni orsono, Amidou ci venne a trovare e ci disse: “Sono riuscito ad ottenere la patente di guida, ora devo fare un po’ di pratica poi il mio sogno e di diventare l’autista de Centro, così potrò andare io a prendere i Talibé nelle Daara”. L’esperienza di Amidou e di molti altri è frutto dello sviluppo del nostro Progetto per la crescita formativa di tanti Talibé e di altri bambini e ragazzi.

Severino Proserpio

Fondatore di “I Bambini di Ornella”, Presidente di “Les Enfants d’Ornella”

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