I Talibé

Pubblicato da Federico Nellen il

Chi sono i Talibé

Talibé è una parola che deriva dal Wolof e significa “una persona che apprende”, e viene attribuito ai bambini iniziati alla lettura del Corano in una scuola coranica comunemente chiamata “daara” (che significa: un luogo di apprendimento).

Le daara sono delle istituzioni che si fanno carico dell’educazione religiosa dei bambini. Qui i talibé apprendono alcuni dei valori della vita comunitaria come la cortesia, la solidarietà, la tolleranza, la perseveranza, l’obbedienza e l’umiltà. La daara è uno spazio di vita sociale, di insegnamento del Corano, e di iniziazione alla vita sociale e spirituale sotto la responsabilità del maestro cranico: il marabout, comunemente chiamato Sérigne daara, al quale i parenti, a volte dopo aver percorso centinaia di chilometri, affidano i loro bambini. Infatti i talibé, nella maggior parte dei casi sono provengono altre regioni del Senegal o addirittura da Paesi limitrofi: le due Guinee, il Gambia, il Mali. Il marabout si assume la responsabilità dell’affidamento del bambino dal punto di vista educativo e della sussistenza, durante tutta la durata del suo soggiorno nelle daara.

Come vivono i talibé?

I talibé nelle daara sono costretti a vivere in condizioni igieniche spaventose. Oltre alle carenze materiali, i bambini vivono di privazioni affettive e non andranno mai a scuola.

Sono obbligati ad elemosinare una quantità di riso, zucchero e monete da consegnare quotidianamente al marabut. L’associazione cerca di colmare i disagi di questi bambini e ragazzi, paradossalmente molto educati e disciplinati, regalando loro momenti di gioco in un luogo sicuro e sereno sotto la guida degli educatori e dei numerosi volontari che si alternano, ma soprattutto dando loro la possibilità settimanale di una doccia, di un ricambio di vestiti puliti e talvolta nuovi, di un pasto completo. Inoltre, un pomeriggio alla settimana, hanno anche la possibilità di svolgere due ore di alfabetizzazione.

Sono bambini privati dei diritti fondamentali, a cominciare dall’istruzione e  vengono spesso costretti a mendicare e se da un punto di vista religioso la raccolta dell’elemosina assume per l’islam un valore pedagogico, perché utile ad imparare la virtù dell’umiltà, i privilegi garantiti dallo status di marabout hanno fatto nascere un fiorente mercato di sfruttamento minorile, composto da figure di profittatori che poco hanno a che fare col reale insegnamento dei precetti religiosi. In diverse daara i talibé vivono in situazioni di estrema indigenza, abbandonati a se stessi, senza cibo, privi di cure sanitarie, maltrattati e costretti in condizioni igieniche disastrose, obbligati a trascorrere gran parte della giornata per le strade a mendicare, esposti a pericoli e violenze.

Una volta maggiorenni troveranno lavori di fortuna, raramente torneranno dalle loro famiglie. Sono spesso dei fantasmi per l’anagrafe, le cure mediche le ricevono per caso e soltanto grazie all’operato di qualche associazione. Eppure sono curiosi di sapere, di conoscere; sono felici per ogni minima, e per molti qui, banale e scontata opportunità che gli viene offerta, sia essa quella di leggere loro una fiaba, di giocare una partita di calcio o trascorrere qualche ora serena in spiaggia.

Documentario sulla vita da Talibé

Video prodotto da Formazione Solidale ONLUS.
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